LA STORIA SUI MURI – Invasione Digitale 2016 di Utopia Pirata

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annuncio_guerraI muri sono spesso usati come grandi quaderni a cielo aperto. I messaggi che ci possiamo trovare sono diversissimi, ma in un contesto particolare come quello di una guerra le pareti dei palazzi veicolano messaggi di propaganda, di speranza di servizio.

Quelli che cercheremo in questa invasione appartengono a quest’ultima categoria e probabilmente hanno salvato la vita di migliaia di genovesi durante il secondo conflitto mondiale.

La Storia la conosciamo tutti, il primo settembre 1939 la Germania nazista invade la Polonia dando così inizio a una guerra che dilanierà per sei anni l’Europa e il Mondo. L’Italia, alleata dei tedeschi, non è ancora pronta e procrastina. La stampa e le radio continuano a magnificare il regime tuttavia è impossibile nascondere alla popolazione che l’aria sia cambiata e il baratro incomba.

E’ in questo contesto che inizia la nostra storia.

Il 14 giugno del 1939, in concomitanza con la presa di Parigi da parte delle truppe tedesche una squadra navale francese bombarda gli impianti industriali di Genova Sestri Ponente causando fortunatamente pochi danni e poche vittime e dando di fatto via per i genovesi allo loro personale guerra.

L’attacco spinge i vertici a correre ai ripari e dal 5 al 7 luglio del ‘39, vengono organizzate a Genova e provincia delle esercitazioni di protezione antiaerea “allo scopo di controllare l’oscuramento della città, la segnalazione di allarme, il contegno della popolazione e l’efficienza e il grado di addestramento di tutte le forze di protezione antiaerea della Provincia ”.

L’esercitazione viene coordinata da: Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana e dai volontari dell’Unione Nazionale Protezione Antiaerea. E’ proprio l’UNPA che nella fase preparatoria riempirà la città di lettere e simboli, sintetici ma efficaci messaggi indicanti rifugi antiaerei, idranti, pozzi. Ci sono anche altri segnali che vengono dipinti; questi non sono visibili alla popolazione ma sono avvisi in codice per i bombardieri nemici tracciati sui tetti per indicare gli obiettivi sensibili da non bombardare, come ospedali, chiese , musei. Ovviamente queste indicazioni durante i cinque anni di guerra non verranno minimamente prese in considerazione.

Gli attacchi riprenderanno in maniera massiccia già nel dicembre del 1940 quando la RAF bombarda sistematicamente numerose città del Nord Italia e praticamente non daranno più tregua alla Superba fino al 1945.

Manuela Montignani

 

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